Giusy Ferreri vola all'estero

Un anno fa debuttava a X-Factor cantando "Remedios", oggi ha alle spalle 600mila copie vendute dei suoi cd (già due, uno di cover e uno di inediti, "Gaetana) e un tour trionfale (firmato Livenation) che ha toccato tutte le più importanti città italiane. Stasera il gran finale con un super concerto all'Alcatraz di Milano. Giusy Ferreri si è trasformata da anatroccolo a cigno nel giro di pochi mesi e i suoi numeri non sono certo quelli di una esordiente.

Serena, sorridente e con i piedi ben piantati per terra, Giusy non ha voluto lasciare il posto di cassiera al supermercato Esselunga: «E se le cose andavano male?». I suoi responsabili le hanno concesso l'aspettativa fino a giugno ma adesso è ora di lasciarsi il passato alle spalle e di volare all'estero per vedere se le riesce il miracolo di diventare una star internazionale. Ecco che cosa ha raccontato in un'intervista a Liberonews.

La tua prima tournèe sta per concludersi: ultima data questa sera, il 7 aprile all'Alcatraz di Milano. Qual è stata l'emozione più grande?
La scorsa settimana a Firenze mi sono esibita al Sashall e mi sono resa conto che era lo stesso palco dove ero andata a vedere Nick Cave qualche anno fa. Infatti l'ho detto anche al pubblico: grazie a voi sono qui, io ero venuta come voi a vedere il mio idolo. Ed è una cosa molto grande. La stessa cosa al Fuori Orario di Reggio Emilia, dove ho sentito che tra le band che hanno suonato e suoneranno lì c'erano nomi tipo Marlene Kuntz, Afterhours, Vinicio Capossela. Ho voluto trasferire anche in quel caso l'emozione al mio pubblico perché è grazie al loro interesse nei miei confronti che mi hanno regalato questa grande fortuna di stare sul palco dove si sono esibiti gli artisti che io ho sempre amato.

L'altra sera Fiorello al suo debutto ha detto: «Chiudo prima perché non è serata». Ti capita mai di avere una serata storta prima di salire sul palco?
Mi succede ogni tanto di non avere il morale adatto. Però poi quando vedo tantissima gente che mi acclama mi passa tutto. Sono loro che mi caricano di energia e subito io ricambio con l'energia giusta. Oppure spesso e volentieri mi succede il contrario e dico: porca miseria è già finito! Anche se ci sono 19 canzoni nel repertorio mi sembra che tutto finisca troppo in fretta.

Ecco, a proposito di gran finale: sai che quando un concerto si conclude al pubblico dispiace sempre molto. Tu che cosa regali ai tuoi fan al momento dell'addio?
Noi usciamo con "Peace of my heart" di Janis Joplin, che è l'ultima canzone. Quando ci richiamano ripartiamo con "Il party", poi "Happy house" dei Siouxsie and the Banshees, "La bambola" e infine introduco "Non ti scordar mai di me" in versione spagnola e prima di chiudere presento la mia band.

Continua su: www.newgol.com

 

Sondaggi

Qual è la vostra canzone preferita?